SE fossi un complottista direi che è in atto un'operazone di criminalizzazione della rete.
SE fossi un complottista mi basterebbe far notare che le fonti sono i cosiddetti "media tradizionali".
SE fossi un complottista...
SE fossi un complottista direi che è in atto un'operazone di criminalizzazione della rete.
SE fossi un complottista mi basterebbe far notare che le fonti sono i cosiddetti "media tradizionali".
SE fossi un complottista...
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marzioDev
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Resistendo all'assimilazione da parte della scrivania, riesco a mettere insieme queste due righe. Cosa è successo. Di analisi sui risultati elettorali ne sono state fatte a iosa, ormai. Molte argute, alcune interessanti, troppe scontate.
Ho trovato - tra tutte - due che mi hanno fornito un ispirazione coerente con certe mie attenzioni e con il senso di questo blog, analisi che mi sento di completare e collegare con alcune mie riflessioni. Anzitutto la prima analisi riportata dal noto network di Capezzone, nella rassegna stampa si cita un articolo de "Il Giornale". La seconda invece è un analisi "a botta calda" degli ottimi Regalzi & Lalli. Che dire, sembrano analisi di segno opposto, una che celebra la scomparsa dell'ambientalismo ottuso e ideologico che inquinava la vita politica (e non solo quella) italiana da circa trent'anni, l'altra invece segnala la débâcle - melglio, la catastrofe - elettorale dell'elefantino e della sua lista antiabortista. Nessuna relazione? "In My Humble Opinion" la relazione c'è, e non è da sottovalutare. Se infatti da un lato c'è da rallegrarsi per aver perso un non rimpiangibile "signor no" (come lo chiama Battaglia), dall'altra si registra, anzi si misura, unità per unità, il peso della superstizione e dell'ignoranza in Italia: 135'578 votanti, pari allo 0.029% (ripeto: zero virgola zero ventinove percento) dell'elettorato. Da un lato abbiamo quindi la sparizione di quell'ottusità ambientalista / marxista che, in nome di non si sa bene quale ecologia (probabilmente quella della lotta di classe), non solo ha gravato il progresso scientifico e tecnologico di una non richiesta palla al piede, ma ha finito per provocare catasrofi nel presente e nel futuro ben peggiori dei deliri antiscientifici che essi stessi ci proponevano.
"Un evento improvviso ha tuttavia accelerato l’impatto della crisi energetica sulla nostra vita quotidiana: e cioè la simultanea conversione delle sterminate colture americane, brasiliane e asiatiche di frumento, mais, riso, sorgo, orzo, canna da zucchero, barbabietole e patate dall’impiego alimentare a quello energetico. Ciò ha portato a un’impennata dei prezzi d’innumerevoli generi alimentari, cui altre ne seguiranno a breve e cui la nostra classe dirigente ha saputo reagire, come sempre, solo con le sue solite trombonate: invettive e denunce contro gli “speculatori”, presunti responsabili dei rincari."
Dal blog di Luigi De Marchi.
Quanto sopra con buona pace di chi cercava di salvare il mondo con le "fonti energetiche alternative". Dall'altro lato invece abbiamo la dimostrazione che le istanze illibertarie di carattere religioso sono esclusive di una minoranza la cui rumorosità è inversamente proporzionale al peso della minoranza stessa. Ben pochi (e quando dico "pochi" intendo "veramente pochi") sono disposti a credere all'equazione aborto = omicidio (con tutte le conseguenze di carattere diffamatorio che ne conseguono), e che l'aborto sia un "genocidio" (senza naturalmente considerare l'oltraggio che questo principio è - di per sè stesso - nei confronti di chi un genocidio lo rischia veramente o ne subisce o ha subito le conseguenze: a questo proposito è interessante osservare l'emblematico silenzio sulle pesanti critiche rivolte dalle comunità ebraiche a questo papa imprudente e presuntuoso, quando per la prima volta ha proposto la scellerata equazione).
Ma qual'è la relazione? Entrambe le istanze cancellate dalla vita politica italiana sono istanze luddiste o tecnofobe: siano esse bioluddiste, come i pasdaran di Ferrara e Socci o tecnofofobiche e "regressiste" come i verdi, la sostanza non cambia.
La politica contro il progresso è stata buttata fuori dal parlamento.
La lotta contro la tecnologia e la modernità, foriera di catastrofi come quella ben delineata da De Marchi, ha subito un colpo d'arresto, almeno qui. Non so quanto questo possa pesare in realtà: la folle ideologia religiosa della "natura" e della "vita a tutti i costi" sommata ai veti anti-energetici, anti-scienza, anti-ricerca e alle manipolazioni dei dati scientifici da parte dei c. d. "ambientalisti" ci sta già spingendo sull'orlo della catastrofe. Ma almeno la politica italiana dovrà ora fare i conti con questo fatto, quando si troverà a decidere "a chi", "a cosa" e "dove" destinare i propri finanziamenti.
E' qui interessante peraltro segnalare interessanti sinergie. Gli ambientalisti e i religiosi mirano alla tecnologia, alla scienza, al progresso: per colpa degli ambientalisti importiamo elettricità (nucleare) a caro prezzo e siamo costretti a chinare il capo davanti a fanatici religiosi per avere l'irrinunciabile e costosissimo petrolio. Un ricatto energetico e anche politico, mentre le risorse altrimenti destinate alla ricerca vengono risucchiate dal fabbisogno energetico o bloccate da leggi d'ispirazione religiosa. Ancora un odioso effetto a spirale, come altri di cui ho parlato .
Il risultato è che diventiamo sempre più poveri e più ignoranti, esattamente come i buoni pastori vogliono che siano le loro pecorelle.
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marzioDev
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Se qualcuno ha già sentito parlare del "caso Peppermint" e della simil-estorsione a danno dei 3636 utenti P2P italiani, è arrivata (finalmente) una buona notizia: sembra infatti che le leggi dello stato, quelle promulgate dai nostri legittimi rappresentanti per intenderci, non servano solo a fare da zavorra ai dirigibili.
"Roma - La cavalcata antiP2P dei detentori del diritto d'autore contro migliaia di utenti italiani ha subìto un primo e forse decisivo stop. Il Tribunale di Roma ha infatti respinto i ricorsi che l'ormai celeberrima Peppermint, insieme a Techland, entrambi clienti Logistep, avevano presentato per cercare di farsi consegnare i nomi di utenti italiani dei sistemi di sharing, come già accaduto in passato."
"Secondo Cortiana "quello che si stava configurando come uno spamming estorsivo trova una robusta interruzione. Sarebbe stupido dire che ha vinto la pirateria, piuttosto hanno vinto il diritto e le garanzie previste dalla legge per tutti i cittadini, famosi o meno che siano. Ora occorre non esitare oltre per cambiare la Legge Urbani affinché i modelli di business prendano corpo nel rispetto della natura di condivisione della rete come impresa cognitiva collettiva"."
(Da Punto Informatico).
E' un segnale importante: la battaglia di retroguardia per difendere i "copy-privilegi", quella che vuole stabilire che gli utenti sono tutti colpevoli fino a prova contraria, ha subito un arresto. Di principio. Il principio è che la tutela di presunti diritti non può scavalcare i diritti veri.
E non è una cosa da poco, tanto meno alla luce di quello che sta succedendo alla EMI. Al di là dei dati aleatori forniti dalle majors sui loro (presunte) perdite, e tenendo ben presente il caso del virus-spyware della Sony, è chiaro che il cittadino-consumatore compra più volentieri, quando non viene automaticamente etichettato come delinquente.
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marzioDev
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