"Abbiate pazienza con noi umani - ci stiamo ancora evolvendo"
"Ricercatori scoprono che gli esseri umani sono cambiati in maniera significativa nei soli ultimi 1500 anni circa.
Gli scienziati che fanno ricerca sull'evoluzione della vita sulla terra non guardano solo nello specchietto retrovisore. L'evoluzione attraverso la selezione naturale, che ha dato forma al mondo biologico, è tutt'oggi attiva. Guida l'adattamento delle piante e degli animali ai cambiamenti climatici. Influenza il modo in cui le specie in pericolo d'estinzione rispondono ai programmi di conservazione. Sta cambiando la specie umana in modi insospettabili."
L'articolo prosegue descrivendo come nuovi dati accumulati su mutazioni recenti nel genoma umano stravolgano l'idea che che gli uomini moderni si siano evoluti poco o nulla da quando partirono dall'Africa 40000 anni fa e che, anzi, l'evoluzione umana abbia subito un'accellerazione notevole da allora: gli uomini d'ggi non sono più gli stessi di 1000 o 2000 anni fa.
La conclusione, per bocca di autorevoli ricercatori di autorevoli istituti, è che non possiamo pensare che la forma attuale delle forme di vita sulla terra sia quella definitiva, anzi...
Cosa c'è di speciale in questo articolo? Cos'è che non era prevedibile o immaginabile?
Che apparisse su un sito che si chiama "Christian Science Monitor" (lo confesso, ero a caccia di cazzate).
Forse che il virus dell'onerstà intellettuale sta colpendo anche i religiosi?
Chi vivrà vedrà.
bye
9.1.08
Da non credersi...
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marzioDev
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25.10.07
H+
Ficcanasando tra i blog di Tocque-Ville, inciampo in questa gustosa intervista a Riccardo Campa, presidente dell'AIT.
"I transumanisti sono balzati agli onori della cronaca dopo essere stati definiti, da Francis Fukuyama, l’organizzazione più pericolosa del mondo." Beh, forse Captain Caveman si è scordato della Massoneria e del GCPGU, il Grande Complotto Pluto-Giudaico Universale, ma fa nulla. Tanto a chi importano le sparate di uno che aveva predetto la fine della storia? Tranne che a quelli come lui, chiaro...
Ma il veleno che i trogloditi sputano a mo' di chimera (loro si) parte lama e parte cobra (insomma di umano manco l'ombra, ominide, magari...) arriva a livelli che ignoravo: l'intervistatrice mi rende edotto che "Nel tanto contestato test di ammissione alle facoltà di medicina è stata inserita una domanda sul transumanesimo."
Ohibò! Vuoi vedere che...
"Da un lato, questa scelta testimonia un’attenzione nei vostri confronti, dall’altro, è però evidente che si tratta di una domanda contro di voi."
Ok, come non detto.
La risposta di Campa è illuminante: "A me pare una domanda scandalosa, anche se va sottolineato che è stata costruita in modo piuttosto furbo. Il candidato non è chiamato ad esprimere un parere ideologico. Gli viene soltanto chiesto di risolvere un quiz logico. La premessa, tratta da uno scritto di Fukuyama (The Artist Formerly Known As Captain Caveman, ndT*) (...) Poi, si chiede al candidato di trovare la risposta logicamente coerente con questa premessa, tra le cinque fornite. Quattro tesi sono (più o meno) transumaniste e quindi “sbagliate”. Quella “giusta” è invece la tesi bioluddista. In pratica, arriviamo al paradosso che 70.000 aspiranti medici di una potenza industriale del mondo occidentale devono concludere che le biotecnologie sono pericolose, se vogliono accedere agli studi."
E rincara (giustamente) la dose: "Anche se la questione è ridotta ad un fatto di coerenza logica, va rilevato che la premessa non è scienza. E’ pura ideologia passatista. Provate ad immaginare se nel test ci fosse stata una domanda con una premessa di un ideologo nazista e il candidato, per passare l’esame, avesse dovuto mettere una crocetta su un’affermazione del tipo: «è evidente la superiorità della razza ariana»."
Inoltre: "La triste vicenda mi consente, comunque, di chiarire un punto importante. Intanto, i transumanisti non pensano affatto di sapere cosa costituisca un buon essere umano. Noi vogliamo lasciare agli individui e ai popoli la libertà di scegliere (capito, Captain Caveman? ndt*) che cosa fare con i propri corpi e il proprio materiale genetico. Poi sarà l’insieme delle libere decisioni ad indirizzare l’evoluzione. Aggiungo che l’idea stessa che l’accesso dei cittadini alle università debba essere diretto e deciso da un ministero si scontra con la nostra filosofia libertaria."
Amen.
L'intervista poi prosegue con Campa che spiega a grandi linee l'idea transumanista, e conclude con una citazione di Angelo Maria Petroni da incorniciare riguardo alla bioetica laica (distinta dagli abbracadabra dei medicine-men di trastevere. E di Captain Caveman, ovviamente): "diversamente da quanto fanno la gran parte delle etiche fondate su principi religiosi, la visione laica considera che il progresso della conoscenza sia esso stesso un valore etico fondamentale".
Amen, ancora.
(* = nota del tecnocrate)
P. S.: Penso che dovro ricredermi su Tocque-Ville...
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marzioDev
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9.10.07
L'amaro in bocca.
Mario Renato Capecchi vince il premio nobel per la medicina. Fa piacere sapere che ad un italo-americano venga riconosciuta una tale onorificenza, chiamatelo "orgoglio patrio", se volete: forse è proprio così.Peccato che l'orgoglio patrio venga eclissato dalla semplice considerazione che in Italia il Nostro non avrebbe potuto fare nulla, bloccato da una legge degna di un branco di cavernicoli, succubi di stregoni con il sonaglio al piede e l'anello al naso.Si, signori: Mario Renato Capecchi ha vinto il nobel per le ricerche sulle staminali. Di topo, azzarderà qualcuno. Certo, ma si sa che il fine di certe ricerche è aprire la porta ad altre ricerche. Porte che da noi rimangono chiuse con i chiodi. Chiodi che l'intera società è costretta a sopportare nelle proprie carni, quando i malati chiedono cure migliori, quando si chiede di terminare la propria esistenza in dignità, quando i familiari di queste persone pagano con il loro dolore, con le loro vite distrutte una folle e disumana ideologia della vita a tutti i costi e della sofferenza come valore.Ancora una volta, per gli italiani vale il detto evangelico del "nemo propheta in patria". Ma chi vorrebbe essere profeta in una patria simile?
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marzioDev
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5.9.07
Interessante discussione.
Segnalo una chiacchierata tra Krauss e Dawkins. Inutile dire da che parte sto, nondimeno l'articolo è godibile e interessante.
Hat tip: UAAR
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marzioDev
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29.8.07
Wikipedia e Autogoverno.
Dal recente caso della vandalizzazione "istituzionale" di Wikipedia, e di come i vandali siano stati identificati ed esposti, si può imparare molto. Si può imparare ad esempio come il concetto di "Prosumer" possa essere prestato dal mercato alla politica, o viceversa. Questo infatti è il classico caso di come il nuovo media sia assolutamente diverso dal vecchio: l'utente (fruitore, consumatore, cittadino...) non è più oggetto passivo di bombardamento di informazione, ma è egli stesso produttore e, soprattutto, sorvegliante delle informazioni, della loro fonte, della loro qualità.
Se, parimenti, i cittadini potessero avere piena capacità di verifica sulle attività dei loro rappresentanti, ma non solo, essere loro stessi "produttori" di attività politica, quella cosa che viene troppo spesso liquidata come "utopia libertaria" sarebbe solida realtà. In ultima analisi sarebbe la realizzazione del principio antico di libertà attraverso lo strumento tecnologico, in una sorta di moderna "tecnocrazia libertaria", superamento e stravolgimento del vecchio concetto di "governo dei tecnici", caro a "Technocracy, Inc." e forse realizzazione autentica del principio di autogoverno.
Avrò ancora modo di tornare sull'argomento, stay tuned.
#bye
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marzioDev
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2.8.07
Bionica
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marzioDev
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27.7.07
Technocracy, Inc. - 1: Storia
Technocracy è un movimento sociale e politico nato negli USA negli anni '20 e '30 del secolo scorso per sostenere l'idea di una società fondata sulla scienza e la tecnologia, in cui il benessere della società è ottimizzato dall'uso della scienza (anche e soprattutto come metodo) e della tecnologia. Sopravvive tutt'oggi con il nome di "Technocracy, Inc.".
L'idea alla base del Technocracy Movement - Movimento per la Tecnocrazia - nasce intorno alla fine del XIX secolo, dall'idea di alcuni sociologi ed economisti - tra i quali Thorstein Vleben e John Commons - di una "gestione scientifica" dell'economia, basata sulla sua visione dell'economia come fenomeno socialmente, non individualmente determinato. Su queste basi, dopo la fine della prima guerra mondiale si formano le prime organizzazioni tecnocratiche, che finiscono per confluire tutte nella "Technical Alliance", vero e proprio "Think Tank" di scienziati e tecnici. Dopo aver pubblicato un rapporto sull'uso dell'energia nell'america del nord, il gruppo si scioglie. Howard Scott, ex-membro della "Technical Alliance", fonda "Technocracy Incorporated" che, partendo dagli studi degli "economisti istituzionali" come Vleben e della "Technical Alliance", propone di applicare queste conoscenze alla società e alla politica. La depressione del '29 e le lezioni itineranti dell'organizzazione, le fecero avere un certo successo, proprio negli anni della depressione, e viste la premesse e i principi, non c'è assolutamente di che stupirsi:
"Non ci sono problemi insormontabili davanti al popolo americano. Possiamo avere la prosperità nello stesso momento in cui decidiamo di ottenerla. Non è necessario aspettare l'Europa un solo mese di più. Dimenticatevi le indennità tedesche. Non vi preoccupate di cosa la Lega delle Nazioni faccia o non faccia. Per quanto riguarda il Congresso, lasciatelo andare avanti a parlare; non è rilevante. Tutto ciò di cui abbiamo bisogno per raggiungere la prosperità è una ricchezza naturale sufficiente, capacità sufficienti, equipaggiamento industriale sufficiente, sufficiente forza lavoro e una guida razionale. Abbiamo tutto quello che ci serve, eccetto l'ultima, e non c'è ragione plausibile perchè noi non la si possa avere non appena i "tecnici" decidano di unirsi."
(Howard Scott, da un'intervista del 1921)
Howard Scott, Dal Hitchcock.
Basandosi sul rapporto della "Technical Alliance" i membri di "Technocracy Incorporated" osservano come l'occupazione industriale, raggiunto il suo apice nel 1919, è in continuo declino, nonostante la produzione industriale sia in continua crescita. Questa situazione porta a considerare un futuro ove la produzione industriale, sempre meno bisognosa di manodopera, avrebbe continuato a crescere fino a saturare un mercato incapace economicamente di assorbirla.
Ispirandosi ad un opera di Vleben, "The Engineers and the Price System", i "Tecnocrati" avanzano la loro proposta: privazione del controllo del sistema economico al mercato per consegnarlo nelle mani dei tecnici ("engineers"), vale a dire quello che si credeva stesse succedendo in Unione Sovietica. Nel periodo più buio della grande depressione, la proposta dei "Tecnocrati" sembrava la soluzione e la spiegazione - per di più scientifica - di tutto e per tutto. Nel 1933 i "Tecnocrati" rimbalzano da un giornale all'altro, fino al prestigioso Time Magazine. La diffusione del movimento era tale che in molte una città vennero aperte più sezioni, sezioni alle quali qualsiasi cittadino americano poteva iscriversi, tranne i politici.
Meno di un anno dopo, l'attenzione del pubblico americano aveva abbandonato i "Tecnocrati" per concentrarsi sul "New Deal" di Roosevelt. La "Technocracy Incorporated" è comunque in qualche modo sopravvissuta fino ad oggi, sotto la denominazione di "Technocracy, Inc.".
L'associazione e le sue teorie hanno avuto un breve ritorno di fiamma durante la crisi energetica in seguito alla guerra del Kippur.
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marzioDev
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